La fiducia resta la posta in gioco

I dati del Trust Barometer di Edelman pubblicati da poco confermano un trend decisamente difficile per tutti gli attori in gioco, siano essi governi, aziende o associazioni, nel campo della fiducia.

Dall'inizio della crisi, nel 2008, la strada della creazione di un rapporto fiduciario con il proprio ecosistema, sia esso formato da cittadini o da clienti/consumatori, si mantiene difficile e impervia. 

Molto può essere fatto ribaltando l'approccio con cui la comunicazione di impresa è stata gestita negli anni delle vacche grasse, realizzando una architettura per la creazione di relazioni effettive. I social media sono un terreno fertile in cui può nascere un nuovo rapporto, una nuova relazione più salda e duratura con il proprio ecosistema, purché gestiti in modo furbo ed efficace.

L'errore tipico che si fa in questi periodi è, in nome del risparmio economico, gestire i nuovi canali senza modificare l'approccio, pensando che basti pubblicare un comunicato stampa su Facebook anzichè su uno dei canali di press release per guadagnare relazioni e quindi consensi. 

Per cui è necessario:

  • modificare l'approccio focalizzando la comunicazione sull'interlocutore e non su se stessi
  • mettere sul piatto il valore che siamo disposti a scambiare con i nostri interlocutori per instaurare una relazione basata sulla fiducia
  • essere disposti ad ascoltare il proprio ecosistema e ad imparare da esso

Ammettere in buona sostanza che non siamo più noi a controllare il mercato ma è il mercato a controllare noi...

2012 Edelman Trust Barometer: Global Deck
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Crea e gestisci la tua impresa nell’ICT - Corso di formazione gratuito (80 ore)

Percorso gratuito di formazione  e consulenza personalizzata
80 ore a cadenza bisettimanale a partire da venerdì 17 febbraio 2012.
Meeting Room Centro Congressi – AREA Science Park, Padriciano (TS)

Parte il 17 febbraio 2012 il corso di formazione imprenditoriale con focus sul settore ICT del progetto Imprenderò.  
Interamente gratuito e completato dall’assistenza e consulenza personalizzata da parte di esperti nei diversi settori, ti consentirà di elaborare un tuo progetto d’impresa e di definire nel dettaglio il quadro finanziario, la struttura organizzativa, il contesto competitivo e commerciale, gli aspetti legali e fiscali necessari per sviluppare la tua idea.

Destinato a occupati e disoccupati, il corso di 80 ore avrà cadenza bisettimanale (martedì pomeriggio e venerdì) e sarà articolato in moduli, per approfondire singole competenze strategiche e accompagnarti nell’elaborazione del progetto d’impresa.

Per chi dimostri di possedere conoscenze adeguate in alcune materie, è possibile la frequenza di singoli moduli specialistici, per un numero di ore non inferiore a 20.
Il corso è gratuito e aperto fino al conseguimento del numero massimo di partecipanti.

Tutte le informazioni ed i moduli per l'iscrizione sono pubblicati nella pagina del corso:  http://www.area.trieste.it/opencms/opencms/area/it/informa/news/2012/news_0100.html 

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Ottimizzare il proprio sito per smartphone e tablet: che fare?

Secondo una recentissima rilevazione di Comscore, "Smartphone e tablet raggiungono quasi il 5% del traffico digitale complessivo in Europa (EU5)" (ComScore Press, ottobre 2011); dati interessanti, in linea con le mie rilevazioni (dal 4,5% al 6,5% del traffico sui siti web), interessanti soprattutto se pensiamo che nel dicembre del 2010 gli accessi erano del 1,5-2,5%, mentre nel 2009 era praticamente a zero.

Una crescita così elevata ha ovviamente fatto scattare una molla in tutti quei responsabili marketing e comunicazione il cui sito in alcuni casi non è visibile dai terminali mobili, in altri risulta non ottimizzato e quindi caratterizzato da una scarsa se non pessima esperienza d'uso.
Ma non è tutto: altri dati che fanno riflettere sulla necessità di rispondere con prontezza a questo fenomeno: (i) nel 2012 le vendite mondiali di tablet avranno un incremento dell'87% rispetto al 2011; nel 2011 sono state il 261% in più rispetto al 2010 [Gartner, 2011]; (ii) l'8% dei possessori di smartphone in Italia ha effettuato una ricerca dal telefonino mentre stava valutando un acquisto [SEMS, 2011]; (iii) l'11% dei consumatori online ha o progetta di acquistare un tablet [Nielsen, 2010].
La fretta e l'ansia di dare una risposta ad una fetta significativa della propria audience, specialmente in momenti di crisi, si scontra con una miriade di risposte, non tutte chiare e soprattutto non tutte universali come tipo di risposta.
Lascio quindi il mio modesto contributo - supportato anche dai ragionamenti degli amici e colleghi di eFlux - ad un dibattito che spesso non è guidato dal buon senso né tanto meno dalla focalizzazione sull'utente.

Facciamo però un breve passo indietro andando alla ricerca dal titolo "Digital Omnivores - How Tablets, Smartphones and Connected Devices are Changing US Digital Media Consumption Habits" (ComScore, ottobre 2011), confermata da un'altra ricerca fresca di stampa commissionata da IAB a [Sparkler, novembre 2011] e citata in un articolo di eConsultancy. La parte che ci interessa qui è quella relativa alle modalità di fruizione dei contenuti online:
  • il personal computer si sta sempre di più avviando ad essere relegato sul posto di lavoro, con una fascia di utilizzo dalle 9.00 alle 17.00;
  • lo smartphone ha un utilizzo pressoché costante  dalle 7.00 alle 24.00 con dei picchi negli estremi di queste fasce;
  • il tablet ha due picchi significativi: uno la mattina dalle 7.00 alle 9.00 ed uno serale dalle 21.00 alle 24.00.
Quindi, come conferma anche la ricerca della IAB, possiamo assumere alcuni comportamenti tipici nei fruitori digitali:
  • l'utilizzo in mobilità (3G) dello smartphone e quindi la tendenza a fruire servizi e/o utilità;
  • l'utilizzo serale (WiFi) del tablet, integrando o approfondendo contenuti televisivi; 
  • l'utilizzo quasi prettamente lavorativo del computer.
In tutte queste considerazioni vi sono ulteriori ragionamenti che vanno fatti sulla fruizione dei siti web dai vari terminali:
  • un sito ottimizzato (visibile e fruibile da terminali non-computer) riesce a dare una appropriata esperienza d'uso sia agli utenti di computer che di tablet, ma può risultare difficile da utilizzare con uno smartphone caratterizzato da schermi piccoli;
  • una webapp (sito web dedicato al mobile, come ad esempio http://m.repubblica.it) è adatta a fornire agli utenti smartphone e tablet una user experience agile, con informazioni e servizi dedicati, specialmente nel caso in cui il sito web non sia visualizzabile da tablet (ad esempio i siti in flash) o sia caratterizzato da comandi e menu troppo piccoli per le funzioni touch;
  • una App nativa - utile anche a presidiare con il proprio brand gli App Store - per essere apprezzata ed utilizzata dagli utenti deve fornire una esperienza d'uso veramente particolare, altrimenti viene disinstallata con la stessa velocità con cui è stata scaricata.
E quindi? che fare? A mio avviso non esistono soluzioni predefinite, ci sono molti fattori che influiscono sulla scelta, però in estrema sintesi si può seguire i suggerimenti che seguono e che vogliono essere dettati dal buon senso e dal ragionamento sulla esperienza d'uso degli utenti. 

Se si è nella situazione fortunata di dover rifare completamente il sito web, allora, in ordine di priorità:
  1. realizzare un sito ottimizzato per la fruizione da computer e da tablet, realizzando una interfaccia che permetta l'uso delle funzioni touch; un esempio è il recente lavoro che eFlux ha fatto per Elmar Cucine, un sito caratterizzato da una fruizione fluida e da tasti e comandi sufficientemente grandi da poter essere utilizzati da un tablet ma anche da uno smartphone;
  2. realizzare una versione dedicata agli smartphone (webapp), scegliendo accuratamente le informazioni ed i servizi prediligendo quelle di più immediato utilizzo o dedicate all'utente in mobilità;
  3. realizzare una App nativa solo nel caso vi siano particolari funzioni che aumentino l'esperienza d'uso dell'utente smartphone o tablet.
Se invece in questo momento il rifacimento del sito non sia possibile od opportuno, allora bisogna cambiare l'ordine:
  1. realizzare sito dedicato al mobile (webapp), con informazioni e servizi bilanciati tra tablet (comfort) e smartphone (mobilità);
  2. quanto prima rifare il sito web ottimizzandolo per la fruizione da computer e da tablet, mantenendo quindi la webapp solo per gli smartphone;
  3. anche qui  realizzare una App nativa solo nel caso vi siano particolari funzioni che aumentino l'esperienza d'uso dell'utente smartphone o tablet.
In generale io tendo a sconsigliare l'uso dei PDF o delle App con catalogo sfogliabile, solo per sostituire un sito non visibile da smartphone, e questo per una serie di semplici considerazioni:
  • è necessario avvisare l'utente che in quel momento per visualizzare qualcosa deve scaricare una App nativa, costringendolo ad una azione lunga e forse non voluta quando l'unica informazione cercata potrebbe essere solo l'indirizzo di un rivenditore o la presenza di un prodotto;
  • i PDF ed i cataloghi sfogliabili - a parte alcuni casi di catalogo multimediale - sono caratterizzati da una esperienza d'uso estremamente limitata.
Alla fine quindi non risolvono il problema ma, anzi, rischiano di amplificarlo.

Infine una considerazione: quanto sopra scritto più che dare risposte, vuole essere uno stimolo al dubbio, alle domande, al ragionamento. La comunicazione online è strategica e le scelte sbagliate possono compromettere in modo significativo il rapporto con i propri utenti/clienti. Consiglio quindi di iniziare quanto prima una analisi approfondita delle web property e degli obiettivi di business online che possa permettere una più serena decisione su cosa fare.

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Dai social network alle reti di collaborazione. Come sviluppare business e innovazione attraverso i social media

Una due giorni di scambio di idee su quale approccio, quali metodi e best practices seguire per integrare le social technology con i processi di business di aziende ed enti pubblici. Un bel pubblico che non ha solo ascoltato ma mi ha incalzato con domande e considerazioni molto acute. Una bella esperienza, grazie a tutti.

Dai social network alle reti di collaborazione. Come sviluppare business e innovazione attraverso i social media

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Autumn

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Ultra udine

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Il Buon Cerbero - Video della presentazione a Udine Barcamp 2011

01. Politici. Cercano il consenso. Hanno obiettivi di medio periodo e tendono a far uscire informazioni dal sistema
02. L'amministrazione. Cerca l'efficienza. Ha obiettivi di lungo periodo e tende per lo più a far entrare informazioni nel sistema.
03. La società. Vuole una soluzione alle proprie necessità. Ha obiettivi di breve periodo e tende a non scambiare informazioni con il sistema.

04. Si è generata una bestia a tre teste: obiettivi divergenti, tempistiche sfalsate e scarsa fiducia reciproca
05. Che fare? La soluzione deve coinvolgere tutti gli attori senza dimenticare che al centro del processo ci sono le persone.
06. Internet è ormai un contesto. Il 53% degli italiani è connesso a Internet; i SN hanno una penetrazione dell'84% e gli utenti vi spendono il 20% del loro tempo online
07. E' pervasivo: le nostre relazioni sono scandite dal social web; ubiquo: le interazioni si svolgono sempre di più sui terminali mobili; personalizzato perché costruito su di noi.
08. Dalle transazioni alle relazioni. Nelle piazze le persone si riunivano e parlavano fra loro; internet ha permesso di recuperare questo livello di comunicazione.
09. La cultura della condivisione è ormai normalità fra le nuove generazioni, i millennials, i cosiddetti nativi digitali
10. E' necessario innovare il modo in cui i processi vengono gestiti. Essere visionari, precorrere i tempi, mettersi in gioco.
11. Utilizzare le social technology per innestare nei processi dell'ente la nuova cultura della  condivisione, abbattendo i silos trasformandolo in una struttura coesa e aperta.
12. Attenzione ai rischi: pensare che la tecnologia risolva i problemi organizzativi; innamorarsi delle mode; dimenticare qualcuno degli attori.
13. Le Social Media Guidelines forniscono agli attori indicazioni sucome comportarsi, su cosa non fare ma anche su cosa fare.
14. Monitoraggio, Social CRM, Social Support, Crowdsourcing, Idea Generation... sono prima di tutto una organizzazione
15. Imparare. Ascoltare la platea degli attori, usare le social technology per ricevere informazioni, creare focus group
16. Dialogare. Aumentare i touchpoints tra gli attori favorendo la creazione di relazioni: bacheche, blog, forum tematici
17. Supportare. Fare in modo che tutti gli attori siano coinvolti in azioni di supporto diffuso pur nella sicurezza della sandbox.
18. Innovare i processi partecipativi: suggerimenti, idee, progetti da sottoporre al voto; elementi di democrazia diretta 
19. Roadmap. (a) Stabilire gli obiettivi; (b) coltivare la leadership; (c) integrare la vecchia cultura nella nuova; (d) supportare con organizzazione e tecnologia
20. Il Buon Cerbero: un'amministrazione efficiente che riesca a risolvere le necessità degli attori fornendo consenso al governo della PAL.
Ispirazioni
  • Li, Bernoff, Groundswell, Harvard Business Press, 2008
  • Li, Open Leadership, Jossey-Bass, 2010
  • Obama Administration, Open Government,  www.Whitehouse.gov/open, 2009
Udine Barcamp 2011 Tavolo sull'Organizzazione
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Come sviluppare business e innovazione attraverso i social media

Giovedì 27 ottobre sono in AREA Science Park, a tenere un corso intitolato DAI SOCIAL NETWORK ALLE RETI DI COLLABORAZIONE:
Come sviluppare business e innovazione attraverso i social media".

Il corso è organizzato nell’ambito di Imprenderò  - progetto di diffusione della cultura imprenditoriale promosso e finanziato dalla Regione FVG˘ – AREA Science Park organizza una serie di seminari di aggiornamento e di formazione su nuove idee, tecniche e metodologie finalizzate a promuovere e a stimolare l’attività imprenditoriale.

L'introduzione al corso recita:

Il mercato è profondamente cambiato, il consumatore è cambiato. In questo momento il web, ma soprattutto il Social Web ha smesso di essere canale per diventare contesto. Il 25% della popolazione dei paesi sviluppati usa un Social Network (in Italia il 31%). Le aziende si trovano per lo più impreparate ad affrontare questo nuovo contesto con i vecchi strumenti. Il corso intende fornire sia a chi opera nel B2C che nel B2B suggerimenti e buone prassi su come integrare le Social Technology nei normali processi di business aziendale, siano essi il marketing, le vendite, il customer service, la ricerca & sviluppo, la produzione.
Nei giorni successivi le slide del corso

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UdineBarcamp 2011 - Come le social technology possono migliorare il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione

Udine_barcamp_logo

 

Udine Barcamp 2011

Ho parlato di come le social technology possano migliorare i processi di una PAL e quindi il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Parlerò di contesto, di open strategy e di come realizzare una roadmap, dei pericoli insiti nel percorso.

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