Secondo una recentissima rilevazione di Comscore, "Smartphone e tablet raggiungono quasi il 5% del traffico digitale complessivo in Europa (EU5)" (ComScore Press, ottobre 2011); dati interessanti, in linea con le mie rilevazioni (dal 4,5% al 6,5% del traffico sui siti web), interessanti soprattutto se pensiamo che nel dicembre del 2010 gli accessi erano del 1,5-2,5%, mentre nel 2009 era praticamente a zero.
Una crescita così elevata ha ovviamente fatto scattare una molla in tutti quei responsabili marketing e comunicazione il cui sito in alcuni casi non è visibile dai terminali mobili, in altri risulta non ottimizzato e quindi caratterizzato da una scarsa se non pessima esperienza d'uso.
Ma non è tutto: altri dati che fanno riflettere sulla necessità di rispondere con prontezza a questo fenomeno: (i) nel 2012 le vendite mondiali di tablet avranno un incremento dell'87% rispetto al 2011; nel 2011 sono state il 261% in più rispetto al 2010 [Gartner, 2011]; (ii) l'8% dei possessori di smartphone in Italia ha effettuato una ricerca dal telefonino mentre stava valutando un acquisto [SEMS, 2011]; (iii) l'11% dei consumatori online ha o progetta di acquistare un tablet [Nielsen, 2010].
La fretta e l'ansia di dare una risposta ad una fetta significativa della propria audience, specialmente in momenti di crisi, si scontra con una miriade di risposte, non tutte chiare e soprattutto non tutte universali come tipo di risposta.
Lascio quindi il mio modesto contributo - supportato anche dai ragionamenti degli amici e colleghi di
eFlux - ad un dibattito che spesso non è guidato dal buon senso né tanto meno dalla focalizzazione sull'utente.
Facciamo però un breve passo indietro andando alla ricerca dal titolo "
Digital Omnivores - How Tablets, Smartphones and Connected Devices are Changing US Digital Media Consumption Habits" (
ComScore, ottobre 2011), confermata da un'altra ricerca fresca di stampa commissionata da IAB a [Sparkler, novembre 2011] e citata in un
articolo di eConsultancy. La parte che ci interessa qui è quella relativa alle modalità di fruizione dei contenuti online:
- il personal computer si sta sempre di più avviando ad essere relegato sul posto di lavoro, con una fascia di utilizzo dalle 9.00 alle 17.00;
- lo smartphone ha un utilizzo pressoché costante dalle 7.00 alle 24.00 con dei picchi negli estremi di queste fasce;
- il tablet ha due picchi significativi: uno la mattina dalle 7.00 alle 9.00 ed uno serale dalle 21.00 alle 24.00.
Quindi, come conferma anche la ricerca della IAB, possiamo assumere alcuni comportamenti tipici nei fruitori digitali:
- l'utilizzo in mobilità (3G) dello smartphone e quindi la tendenza a fruire servizi e/o utilità;
- l'utilizzo serale (WiFi) del tablet, integrando o approfondendo contenuti televisivi;
- l'utilizzo quasi prettamente lavorativo del computer.
In tutte queste considerazioni vi sono ulteriori ragionamenti che vanno fatti sulla fruizione dei siti web dai vari terminali:
- un sito ottimizzato (visibile e fruibile da terminali non-computer) riesce a dare una appropriata esperienza d'uso sia agli utenti di computer che di tablet, ma può risultare difficile da utilizzare con uno smartphone caratterizzato da schermi piccoli;
- una webapp (sito web dedicato al mobile, come ad esempio http://m.repubblica.it) è adatta a fornire agli utenti smartphone e tablet una user experience agile, con informazioni e servizi dedicati, specialmente nel caso in cui il sito web non sia visualizzabile da tablet (ad esempio i siti in flash) o sia caratterizzato da comandi e menu troppo piccoli per le funzioni touch;
- una App nativa - utile anche a presidiare con il proprio brand gli App Store - per essere apprezzata ed utilizzata dagli utenti deve fornire una esperienza d'uso veramente particolare, altrimenti viene disinstallata con la stessa velocità con cui è stata scaricata.
E quindi? che fare? A mio avviso non esistono soluzioni predefinite, ci sono molti fattori che influiscono sulla scelta, però in estrema sintesi si può seguire i suggerimenti che seguono e che vogliono essere dettati dal buon senso e dal ragionamento sulla esperienza d'uso degli utenti.
Se si è nella situazione fortunata di dover rifare completamente il sito web, allora, in ordine di priorità:
- realizzare un sito ottimizzato per la fruizione da computer e da tablet, realizzando una interfaccia che permetta l'uso delle funzioni touch; un esempio è il recente lavoro che eFlux ha fatto per Elmar Cucine, un sito caratterizzato da una fruizione fluida e da tasti e comandi sufficientemente grandi da poter essere utilizzati da un tablet ma anche da uno smartphone;
- realizzare una versione dedicata agli smartphone (webapp), scegliendo accuratamente le informazioni ed i servizi prediligendo quelle di più immediato utilizzo o dedicate all'utente in mobilità;
- realizzare una App nativa solo nel caso vi siano particolari funzioni che aumentino l'esperienza d'uso dell'utente smartphone o tablet.
Se invece in questo momento il rifacimento del sito non sia possibile od opportuno, allora bisogna cambiare l'ordine:
- realizzare sito dedicato al mobile (webapp), con informazioni e servizi bilanciati tra tablet (comfort) e smartphone (mobilità);
- quanto prima rifare il sito web ottimizzandolo per la fruizione da computer e da tablet, mantenendo quindi la webapp solo per gli smartphone;
- anche qui realizzare una App nativa solo nel caso vi siano particolari funzioni che aumentino l'esperienza d'uso dell'utente smartphone o tablet.
In generale io tendo a sconsigliare l'uso dei PDF o delle App con catalogo sfogliabile, solo per sostituire un sito non visibile da smartphone, e questo per una serie di semplici considerazioni:
- è necessario avvisare l'utente che in quel momento per visualizzare qualcosa deve scaricare una App nativa, costringendolo ad una azione lunga e forse non voluta quando l'unica informazione cercata potrebbe essere solo l'indirizzo di un rivenditore o la presenza di un prodotto;
- i PDF ed i cataloghi sfogliabili - a parte alcuni casi di catalogo multimediale - sono caratterizzati da una esperienza d'uso estremamente limitata.
Alla fine quindi non risolvono il problema ma, anzi, rischiano di amplificarlo.
Infine una considerazione: quanto sopra scritto più che dare risposte, vuole essere uno stimolo al dubbio, alle domande, al ragionamento. La comunicazione online è strategica e le scelte sbagliate possono compromettere in modo significativo il rapporto con i propri utenti/clienti. Consiglio quindi di iniziare quanto prima una analisi approfondita delle web property e degli obiettivi di business online che possa permettere una più serena decisione su cosa fare.
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